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NEWS
05/11/2016
 
EMILIO SERVOLINO / NONSOLOPITTURA a cura di Tonino Sicoli e Gregorio Raspa

“Le tapisserie affascinano Servolino, che ha un bel rapporto con l’antico e l’antiquariato, diventando materia prima di un lavoro di interazione fra tecniche di assemblaggio di materiali extrapittorici.
Nelle mani di questo artista, carte, stoffe, parati, cartoni, stucchi, legni riescono a trasformarsi in opere di grande intensità espressiva, materiche ma delicate nell’esecuzione, che è sempre accorta, attenta agli accostamenti e incline a sottigliezze formali, mai aggressiva o casuale nella gestualità.
Eppure i passaggi di materia ben articolati ed equilibrati lasciano in evidenza la sua disinvoltura nelle uso delle pennellate, dei grumi, delle strisciate, dei frammenti cartacei, delle stoffe e delle stuccature, trattati con lievità e tocco di classe.
In fondo la sua è sempre pittura, che non rinnega il cromatismo, la bidimensionalità anche quando si affacciano alla superficie elementi scabri, sovrapposti, che sollevano gli strati. 
I motivi ornamentali, floreali, delle carte da parati sono un pretesto per un’operazione di visualizzazione dei ritmi compositivi, che utilizzano appunto un pattern naturalistico per farne una strutturazione sempre più su vasta scala. Partendo da catene di fiori elementari, quasi delle bordature, Servolino arriva ad assemblaggi ricchi di intrecci e sovrapposizioni pigmentose, fino ad elaborare grandi aree fitte di elementi, che si ripetono in una incessante trama.
Certamente ci sono nel bagaglio visivo e culturale di questo artista transdecorativo, le attorcigliate figure a grottesche, il preziosismo musivo degli arabeschi e l’eleganza grafica del Liberty. Ma c’è anche tutta la modernità di un approccio libero, trasversale, che recupera da un lato il gusto pop delle immagini seriali e della quotidianità, dall’alto un atteggiamento mentale di marca poverista, sensibile all'espressività dei materiali non-nobili.” (Tonino Sicoli) 

“Tutto nasce fuori dal quadro e in esso si riversa e si consuma. Durante le fasi di preparazione al lavoro Servolino apre una caccia mirata al frammento, alla porzione di realtà da ricondurre nell’opera. Una volta riuniti i reperti materici, egli agisce sagomando i tessuti da modulare e collocare nel quadro secondo gli schemi suggeriti da un approccio che applica al collage formule tipiche della ricerca pittorica. Su questo assemblaggio, infine, interviene con il proprio segno, spezzando le trame e i motivi impressi sul supporto, solcando quest’ultimo con il primitivismo e l’irruenza, la rapidità e il vigore, che da sempre ne contraddistinguono il gesto. 
L’efficacia espressiva di un simile modus operandi appare sorprendente. Essa si misura apprezzando, ad esempio, l’eterogeneità dei risultati a cui patchwork come quelli descritti possono ambire regalando, da un lato, magmatiche schegge di furore espressionista, dall’altro, dinamici e calibrati pattern di materia e colore. In alcune composizioni, infatti, a primeggiare è soprattutto una figurazione onirica - incline ad un naturalismo poetico - realizzata con pennellate dense e veloci, colori forti e disegni sintetici posti al centro di uno schema visuale in cui la forza della gestualità predomina sulla cura della forma. In altre, invece, a prevalere è un maggior livello di astrazione, ottenuto donando rilevanza al collage e ai materiali in esso applicati. Si pensi, ad esempio, a quei lavori in cui il broccato diventa il soggetto principale dell’opera, caratterizzando l’interezza della superficie dipinta con la sua estetica ripetitiva e gradevole, ritmica e banale. L’occhio dello spettatore scorre sui suoi ripetuti ornamenti damascati senza mai soffermarsi, come sottoposto ad una sorta di ipnosi percettiva rotta, in molti casi, dall’intervento dell’artista che - volutamente - ne altera la monotonia della trama elaborando uno slittamento dell’ordito o frastagliando i contorni dei tessuti con una giustapposizione irregolare di frammenti.” (Gregorio Raspa)


Emilio Servolino, è nato ad Acri (CS) nel 1957. Compiuti gli studi presso il Liceo Artistico di Cosenza e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, si stabilise a Cosenza e poi ad Acri dove vive e opera.
Nel 1981 è vincitore del X Premio Lubian al Palazzo Ducale di Sabbioneta (MN), confronto di tendenze fra le Accademie d’Italia. Lo stesso anno espone alle mostre “Opere” a Catanzaro e “Spazio Arte” a Nardò.
Nel 1984 è invitato a “L’erranza Poetica / Omaggio a Mattia Preti” ,Taverna (CZ).
Nel 1985 a “Ottantanovanta”, Curinga (CZ).
Nel 1987 a “La Costellazione del Centauro”, Magazzini Voltaire, Lamezia Terme e a “Expo Arte”, Bari.
Nel 2008 è invitato alla VII edizione di “…Colori come Pietre…” e a “Per mano sull’Arcobaleno”, Quadreria Museo Cras, Terza Rassegna d’Arte, Spilimbergo (PN).
Nel 2009 a “Zone Scoperte 2”, Catanzaro Salone della Provincia; mostra personale al Museo del Presente , Rende (CS ), e “Chiedi di Loro”, Noci (Ba) .
Nel 2010 a “Memorie Future”, Roccella Jazz Festival; “Senctutor”, Università Magna Grecia, Catanzaro; mostra personale alla Galleria Unicorno, Cosenza.
Nel 2011 è invitato alla 54^ Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Villa Zerbi, Reggio Calabria; “Zone Scoperte 3 / Omaggio all’Italia”, Catanzaro.
Nel 2013 mostra personale a Palazzo Sanseverino–Falcone, Acri; “Percorsi D’Arte in Calabria” Museo del Presente, Rende.
Nel 2015 mostra personale alla Galleria il Triangolo, Cosenza; Biennale Magna Grecia San Demetrio Corone (CS).
Nel 2016 “Geografia di confine”, Villa Pecori Giraldi, Museo Chini, Borgo San Lorenzo, Firenze.


Bibliografia essenziale: 
Marcello Venturoli, X Premio Lubiam, Sabbioneta, 1981; 
Tonino Sicoli, Arte e dintorni, Effesette, Cosenza, 1984;
Tonino Sicoli, Un espressionismo leggero, Museo del Presente, Rende, 2009;
Giancarlo Chielli, Zone Scoperte 2, Rubbettino, Soveria Mennelli, 2009; 
Vittorio Sgarbi, Lo stato dell’Arte, Regioni d’Italia, Skira, Milano, 2011 
Raffaele Simoncini, Omaggio all’Italia, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2011; 
Enzo Le Pera, Percorsi d’Arte in Calabria, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2013; 
Roberto Sottile, VIII Biennale Magna Grecia, San Demetrio Corone, 2015; 
Angelo Minisci e Massimo Innocenti, Geografia di confine, Museo Chini, Firenze, 201

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