MAGLI LUIGI

  • Data di Nascita: , 1953
  • Data di Morte: ,
  • Scheda Biografica: Nato a Rende nel 1953, vive e opera a Cosenza. È titolare della cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Si forma negli anni Settanta interessandosi ad esperienze pittoriche in cui prevale la componente gestuale ed informale. Figlio d’arte - il padre Donato era noto e stimato pittore decoratore - compie gli studi presso il Liceo artistico di Cosenza. Negli anni Ottanta dà vita a Catanzaro, insieme a Francesco Correggia e altri giovani intellettuali, allo spazio autogestito Studio Garage. In questo periodo svolge un’intensa attività artistica in Italia e all’estero con significative presenze in importanti rassegne a Basilea, Madrid, Zurigo, Graz, Roma, Bologna e Napoli. Il suo lavoro, apprezzato dalla migliore critica nazionale, è stato nel 1986 oggetto di un documentario televisivo della Rai dall’emblematico titolo L’animale dipinto. Nello stesso anno esegue nel Palazzo Municipale di Rende il ciclo pittorico Arintha. Nel corso degli anni Novanta la produzione di Magli converge verso una linea sperimentale più libera ed ampia che lo porta a realizzare i “gessi”, i “cartoni”, le “cere” e gli “ori”, tipologie oramai paradigmatiche della sua prassi creativa. Tra le più significative mostre collettive che hanno segnato il suo lungo percorso espositivo, in questa sede, si segnalano: I post meridionali, Centro Luigi Di Sarro, Roma, 1984; Fall-Out. Aspetti della pittura internazionale senza centro né margini, Catanzaro, 1985; Mare Nostrum. Un’idea per il Sud, Castello Aragonese, Taranto, 1987; Arte in Calabria. 1960-2000, MAON, Rende, 2004; Opere ed Artisti 1973-92, Complesso Monumentale del San Giovanni, Catanzaro, 2005. Nell'agosto del 2009 ha realizzato ad Acquaformosa (Cs) una stele celebrativa per le vittime della mafia. È del 2010, invece, la mostra alla Galerie Bertrand Kass di Innsbruck. Nel 2011 è protagonista presso il MARCA di Catanzaro con la personale Spazio Aureo. Pratica astratta di un senso e, presso il Museo del Presente di Rende, con una ricca antologica dal titolo Il presente è passato. (G. R.)
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