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IL
MUSEO DELL’ARTE
DELL’OTTO E DEL
NOVECENTO
Progetto e direzione di Tonino Sicoli

Enti promotori,
patrocini, partner, sponsor
La costituzione di un
Museo permanente dell’Otto e del Novecento, con
particolare riguardo all’area calabrese e meridionale, è
la naturale conseguenza degli interessi e dell’attività
del Centro “A. Capizzano” che dopo sei anni di attività
di mostre si avvia a dotarsi di raccolte stabili sui
periodi e gli artisti degli ultimi duecento anni. La
creazione di un archivio documentario (altre alle opere
d’arte, con cataloghi, manifesti di mostre, foto, video,
ecc) sui tanti autori e sugli avvenimenti che hanno
segnato la storia dell’arte dal periodo romantico a
quello attuale, colma una lacuna nelle istituzioni
culturali che si occupano poco dell’arte moderna e
contemporanea.
Il Museo, sostenuto dalla
Regione Calabria e dal Comune di Rende, è convenzionato
con la Provincia di Cosenza e gode del patrocinio del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali -
Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e
Etnoantropologico della Calabria; sarà aperto a rapporti
con altri enti locali, istituzioni culturali,
università, associazioni, privati, da definire in
termini di partenariato o sponsorizzazioni.
Le raccolte di opere
Il Museo è articolato in
sezioni e raggruppa periodi storici, aree geografiche,
movimenti e gruppi, singole personalità.
Attorno al nucleo di
quadri di Achille Capizzano (una ventina) che
documentano un percorso artistico compiuto nel corso
degli anni trenta-cinquanta, è raccolta la produzione di
tanti artisti calabresi della diaspora, ricostruendone i
contesti culturali, sullo sfondo della situazione
artistica nazionale e internazionale.
Le sezioni del Museo sono
costituite attraverso cicli di mostre tematiche
finalizzate all’acquisizione. Come raccomandato pure dal
Codice Urbani, è stato attivato il meccanismo dei
comodato d’uso con gli artisti e con gli eredi degli
artisti scomparsi, con collezionisti, enti, istituzioni
e musei. In alcuni casi verranno proposti agli artisti
viventi selezionati acquisti a prezzo politico. Altri
acquisti, soprattutto per opere storiche, saranno
effettuati in asta pubblica o sul mercato privato, in
base alle risorse economiche disponibili. Ai musei
statali in possesso di opere di artisti dell’area
calabrese verrà chiesta la loro sottoconsegna. Tutte le
opere a vario titolo acquisite definitivamente, come da
statuto del Centro “Capizzano”, saranno proprietà del
Comune di Rende, salvo diverso accordo con gli altri
enti convenzionati.
Le prime acquisizioni:
Arte in Calabria 1960 – 2000

La prima raccolta del
Maon riguarda gli ultimi quarant’anni del Novecento con
una trentina di artisti calabresi individuati fra quelli
della diaspora e gli stanziali: da Mimmo Rotella a Luigi
Magli, da Giuseppe Gallo a Rocco Pangaro, da Aldo
Turchiaro a Giulio Telarico, da Alfredo Pirri a
Francomà, da Giancarlo Cauteruccio a Mario Parentela.
Documentate diverse generazioni da quella di Francesco
Guerrieri, Nunzio Solendo, Luigi Malice, Ugo d’Ambrosi e
Franco Toscano a quella di Francesco Correggia, Franco
Flaccavento, Fiorenzo Zaffina, Pietro Perrone, Anna
Romanello, Giuseppe Arabia, Tarcisio Pingitore, Antonio
Pujia, Salvatore Anelli, Salvatore Dominelli e Paolo
Pancari Doria.
Presenti anche alcuni artisti scomparsi
ma dei quali è ancora vivo il ricordo, come Luigi Di
Sarro, Giovambattista Salatino, Sergio Ruffolo, Toni
Ferro e Luciano Caruso.
Sono state acquisite anche le opere di
alcuni artisti non calabresi, italiani (Nicola Carrino,
Carmine Di Ruggiero, Bruno Ceccobelli, Giulio De Mitri )
e stranieri (Marlis Nussbaumer, Alejandro Garcia, Bruce
Hasson), che con la Calabria hanno mantenuto in questi
anni un rapporto stretto di presenza e operatività.
La donazione Ladaga

Nel corso dell’estate
2005 il MAON si è arricchito di una importante
donazione. Una cospicua raccolta di opere d’arte e di
libri sono stati regalati dal collezionista cosentino
Luigi Ladaga. Si tratta di oltre cento fra dipinti,
sculture e opere grafiche, nonché di un migliaio di
libri d’arte. Fra gli artisti rappresentati con opere
di pregio ci sono: Umberto Mastroianni, Mario Ceroli,
Alighiero Boetti, Mario Schifano, Nicola Carrino, Lucio
Del Pezzo, Antonio Corpora, Roberto Crippa, Nino
Longobardi, Nicola De Maria, Enzo Esposito, Mario
Persico, Ernesto Treccani, Carlo Levi, Antonio Paradiso.
Grande,
poi, la quantità di opere grafiche di maestri storici
come Pablo Picasso, George Braque, Salvador Dalì, Max
Ernst, Jean Cocteau, Sonia Delaouney, Giacomo Balla,
Massimo Campigli, Lucio Fontana, Alberto Burri, Henry
Moore, Antonio Tapies, Pierre Corneille, Graham
Sutherland, Sebastian Matta, Fausto Pirandello, Mario
Tozzi, Emilio Greco, Giuseppe Capogrossi, Mimmo Rotella,
Christo, Giulio Turcato, Jannis Kounellis, Mimmo
Paladino, Hans Richter, Gianni Dova, Valerio Adami,
Enrico Baj.
Il comitato
scientifico
La diramazione degli
inviti agli artisti e la scelta delle opere è attribuita
ad una apposita commissione. Un comitato scientifico
composto da storici dell’arte e critici d’arte curerà le
singole mostre e coordinerà i lavori per la
realizzazione del Museo permanente.
Fanno parte del comitato
scientifico: Salvatore Abita (Soprintendente per il PSAE
della Calabria), Paolo Balmas (Università “La Sapienza”,
Roma), Renato Barilli (Dams, Università di Bologna),
Maurizio Calvesi (Università “La Sapienza”, Roma),
Angelo Capasso (Università “La Sapienza”, Roma), Claudio
Crescentini (Soprintendenza Comunale BB CC, Roma),
Pietro De Leo (Università della Calabria), Anna D’Elia
(Accademia BB AA, Bari), Lia De Venere (Accademia BB AA,
Bari), Massimo Di Stefano (Accademia BB AA, Catania),
Micol Forti (Musei Vaticani), Giorgio Leone
(Soprintendenza PSAE del Lazio), Simonetta Lux
(Università “La Sapienza”, Roma), Alessandro Masi
(Società Dante Alighieri, Roma), Lea Mattarella
(Accademia di Brera, Milano), Augusta Monferini (già
direttrice GNAM, Roma), Tonino Sicoli (Accademia BB AA
di Catanzaro), Isabella Valente (Università di Napoli),
Rossella Vodret (Soprintendente PSAE del Lazio), Peter
Weiermair (già Direttore GAM, Bologna).
Il museo laboratorio e il progetto aperto
Il progetto del Museo
per andare a pieno regime prevede un periodo di tre
anni. Ma i primi risultati hanno una loro visibilità fin
da subito attraverso un laboratorio museale aperto, un
work in progress che presenta le proposte e le
acquisizioni man mano che prendono corpo. Solo quando
saranno completate parti organiche delle raccolte si
allestiranno sale permanenti e si pubblicheranno i
risultati della ricerca.
Il museo integrato
Di fronte al dilagare
delle realtà virtuali anche il museo scopre che se non
può diventare esclusivamente virtuale, in quanto non può
rinunciare alla fisicità delle opere d’arte e alla loro
concreta e diretta fruibilità, può però avvalersi delle
moderne tecnologie per superare le barriere geografiche
e le distanze, collegandosi in tempo reale con i musei
della rete e con quelli di tutto il mondo.
Con grandi schermi a
plasma, a guisa di quadri intercambiabili, diventa
possibile accedere al patrimonio di opere d’arte delle
pinacoteche e delle collezioni internazionali, grandi e
piccole che siano, pubbliche o private, vicine o
lontanissime. Accanto ai dipinti reali sarà possibile
vedere le altre opere dello stesso autore o dello stesso
periodo, fare i raffronti, coglierne le differenze. E’
come se il museo fisico perdesse le sue pareti e i suoi
confini, diventando museo integrato: metà reale e metà
virtuale.
L’attività editoriale

La pubblicazione di
cataloghi e di volumi monografici, sulla scia delle
tante pubblicazioni già prodotte in questi anni dal
Centro “Capizzano” e dalla casa editrice Ar&s ad esso
collegata, dà all’iniziativa il corredo documentario e
divulgativo adeguato, permettendone la circolazione nei
circuiti specializzati e presso il grosso pubblico.
L’archivio informatico
La creazione di stazioni
informatiche in loco e la messa in rete su internet
consente la consultazione dei materiali d’archivio a
tutti coloro che vogliono accedere alla banca dati del
Centro. Un servizio siffatto è prevalentemente rivolto
agli studenti universitari, delle accademie di belle
arti e delle scuole.
La biblioteca
La creazione di una
biblioteca specializzata sull’arte in generale e sui
periodi prescelti è il necessario supporto agli studi e
alla ricerca non solo degli studiosi interni o collegati
al Centro, ma anche di studiosi esterni, di docenti
della scuola e dell’università, di studenti e
ricercatori vari.
La recente donazione di
un fondo librario da parte del collezionista Luigi
Ladaga consentirà a breve l’apertura della biblioteca
con un nucleo di mille libri.
Catalogazione e conservazione. Il laboratorio di
restauro
Il Centro prevede di
dotarsi di un laboratorio di restauro e per la
catalogazione onde fornire il necessario supporto non
solo alla propria attività di conservazione ma anche di
strutture analoghe sul territorio ad esso raccordate.
Partendo dalla considerazione che manca una
catalogazione del patrimonio artistico regionale degli
ultimi duecento anni e che la Soprintendenza stessa non
ha competenze per le opere degli ultimi cinquant’anni,
un lavoro di censimento delle raccolte pubbliche e
private esistenti sul territorio e dei luoghi di
eccellenza legati al periodo, può rivelarsi un buon
investimento culturale per la salvaguardia e la
promozione dell’arte del nostro passato recente.
La possibilità poi di
potersi avvalere di un laboratorio di restauro, magari
specializzato in interventi su opere d’arte
dell’Ottocento e del Novecento, non solo può dare
autonomia operativa al Centro e al Museo, ma può
accreditare la struttura rendese per la particolare
specializzazione, assai rara ovunque, soprattutto in
considerazione delle nuove tecniche e dei nuovi
materiali usati dagli artisti moderni.
La didattica e la formazione professionale
Il Museo può diventare un
riferimento per le scuole del territorio, a partire
dalle fasi iniziali, con la partecipazione di studenti
al lavoro di catalogazione, schedatura, studio e
sistemazione espositiva. Possono essere attivati in
corso d’opera stages, seminari, lezioni, incontri con
gli artisti e gli studiosi sulla storia dell’arte nei
periodi rappresentati e sui criteri museografici.
Attorno al Museo, al laboratorio di restauro e al centro
di documentazione si stanno sviluppando attività
didattiche finalizzate alla formazione di nuovi
operatori culturali, di addetti alla catalogazione e al
restauro, con particolare riferimento alle nuove
tecnologie. In un Museo e in un centro polivalente
connesso ad esso possono trovare accoglienza figure
professionali come quella dello storico dell’arte, del
critico d’arte, del curatore di mostre e di eventi,
dell’organizzatore di cultura, del giornalista d’arte,
del pr, dell’allestitore, dell’architetto, dello
schedatore, del fotografo, del restauratore,
dell’operatore informatico, del grafico pubblicitario,
della guida didattica e turistica, dell’addetto al
marketing, dell’hostess, dell’addetto alla vendita di
gadget e cataloghi, dell’operatore gestionale,
dell’operatore amministrativo, del tecnico
specializzato, ecc.
L’attivazione di corsi di formazione possono fornire
un’occasione più unica che rara per mettere a
disposizione dei corsisti una struttura pienamente
operativa, in modo da consentire esperienze sul campo,
altrimenti difficili da reperire sull’intero territorio.
L’utilizzo delle sale espositive, degli archivi e dei
laboratori del Centro e della Pinacoteca possono fornire
un banco di prova e di tirocinio, mentre la stessa
struttura può così avvalersi della collaborazione di
tanti giovani aspiranti operatori culturali, che
potrebbero, a qualifica professionale ottenuta, trovare
anche occasione di occupazione.
E’ gia operativo un
rapporto di collaborazione didattica con il Centro
Herakles per il Turismo Culturale dell’Università della
Calabria, con l’Accademia di Belle arti di Catanzaro e
con il Liceo Classico “Gioacchino da Fiore” di Rende.
Le attività imprenditoriali, di merchandising e di
accoglienza
Un Museo
così organizzato può diventare uno stimolo anche per
attività collaterali di tipo più imprenditoriale e di
merchandising per prodotti legati alle attività
culturali, come cataloghi, cartoline, poster,
riproduzioni, gadget, oggettistica, cd, videocassette,
ecc.
Va
inoltre considerata l’opportunità di incentivare lo
sviluppo nell’area urbana circostante di attività
ricettive, di ristorazione e d’intrattenimento per
meglio accogliere i visitatori e i flussi di turismo
culturale. Si potranno anche stabilire convenzioni con i
locali pubblici del luogo per un reciproco sostegno, con
“biglietti unici” o “carte prepagate” che diano accesso
a sconti e agevolazioni per i visitatori.
Documentazione e certificazione delle opere di artisti
calabresi
Presso il
MAON è attivato un archivio ed un giurì per la
certificazione dell’autenticità delle opere di artisti
calabresi di cui sono chiamati a far parte specialisti e
studiosi di comprovata competenza.


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