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MAON, Museo dell’Arte dell’Otto e Novecento

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Il maestro moderno che conquistò Roma

Da Il Quotidiano del Sud di Domenica 5 aprile 2026

Tra arte e il regime, il percorso talentuoso di un uomo inquieto

La carriera di Achille Capizzano (1907–1951) rappresenta uno snodo fondamentale nella cultura italiana tra il Ventennio e la Ricostruzione. Pittore, decoratore e mosaicista, Capizzano emerse come figura di spicco della scena romana, capace di navigare tra gli imperativi delle commissioni statali e un’evoluzione lirica personale, esplorando l'essenzialità di forma e colore.

Nato a Rende, si trasferì a Roma nel 1923. Qui si formò sotto il rigore di Paolo Paschetto, assorbendo i canoni del “Ritorno all’ordine”. Già nel 1928 lavorava ai cicli decorativi del Ministero dell’Educazione, un laboratorio pratico che lo proiettò verso la grande decorazione pubblica. La svolta arrivò nel 1930 con l’incontro con l’architetto Luigi Moretti. Il loro fu un sodalizio intellettuale volto a unificare le arti visive nel tessuto architettonico della Capitale: insieme fondarono il “Centro d’Arte”, dove il muralismo si fondeva con il design.

L’influenza di Moretti guidò Capizzano verso “spazi astratti” e prospettive di ispirazione rinascimentale, memori di Piero della Francesca. Parte della cerchia ristretta di Moretti, Capizzano frequentava lo studio di Via Panisperna, incrociando talenti come Mafai, Gentilini e Tamburi. L’eredità più celebre di questo periodo resta al Foro Italico, dove Capizzano firmò i mosaici pavimentali in bianco e nero che ancora oggi ne definiscono l’asse simbolico.

Eppure, oltre il gigantismo del progetto E42, il Maestro coltivò un’evoluzione intima fatta di forme essenziali e colori vibranti, culminata nei monotipi spettrali degli ultimi anni. La ricezione critica di Capizzano è evoluta notevolmente: onorato con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1954, rimase poi per decenni in un’oscurità accademica dovuta al legame con le opere del regime.

Oggi, grazie a riletture storiche recenti e all'impegno costante del Museo MAON di Rende, la critica ha restituito giustizia al Maestro. Capizzano è finalmente riconosciuto come un interprete “trasversale”, capace di mantenere una visione limpida del vero anche nel complesso contesto totalitario, confermandosi uno dei figli più illustri e moderni della terra calabrese. Una figura centrale per comprendere il dialogo mai interrotto tra la grande tradizione del Rinascimento e il linguaggio del modernismo.

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PROT. PROGETTO TOCC0002148 COR 15909658 CUP C57J23001100008
Con il contributo bando TOCC Decreto Direttoriale n. 385 del 19/10/2022 PROT. PROGETTO TOCC0002148 COR 15909658 CUP C57J23001100008
PROT. PROGETTO TOCC0002148 COR 15909658 CUP C57J23001100008
Con il contributo bando TOCC Decreto Direttoriale n. 385 del 19/10/2022
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